La Francia chiuderà tutte le centrali a carbone entro il 2023

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I toni dell’annuale meeting dell’ONU riguardo al cambiamento climatico – tenutasi quest’anno a Marrakech (Marocco) – sembrano essere di sfida, verso le posizioni di Donald Trump riguardo all’ambiente e in particolare al carbone.

Una delle figure chiave del meeting, il presidente francese Hollande, ha annunciato che la Repubblica Francese smantellerà tutte le sue centrali alimentate a carbone entro il 2023.

Allo stesso tempo si è congratulato con Obama per il suo ruolo nell’adesione USA al Patto di Parigi, aggiungendo che l’adesione è irreversibile e non può essere ritrattata dall’amministrazione Trump.

Hollande ha inoltre aggiunto che il mondo ha bisogno di mettere un freno all’emissione di CO2 entro il 2050, e che per quanto riguarda la Francia, il carbone scomparirà dalle opzioni energetiche entro al massimo 6-7 anni.

Queste sono grandi dichiarazioni per la tutela dell’ambiente, e anche gli altri firmatari del patto di Parigi si sono detti decisi a rispettare le condizioni prefissate. La Germania, per esempio, intende ridurre le sue emissioni di gas serra addirittura del 95% entro il 2050, e il Regno Unito promette di smantellare gli impianti a carbone entro il 2025.

Il carbone costituisce ancora una voce importante nella produzione di energia elettrica; in Italia per esempio fornisce il 21% della produzione di energia non rinnovabile (che è il 72% del totale prodotto nazionale).

La Francia rappresenta un leader mondiale per quanto riguarda la produzione energetica a bassa emissione di CO2. Investendo pesantemente nel nucleare qualche decennio fa, la nazione ricava ora il 75% della sua energia elettrica dalle meraviglie della fissione nucleare.

Produce talmente tanta energia, che molta di questa viene esportata nelle nazioni limitrofe (anche in Italia) per un valore annuo di circa 3.2 miliardi di $.

L’impegno di ridurre l’uso del carbone è molto importante; bruciare carbone non è dannoso soltanto per l’ambiente, bensì anche per la salute e per il clima. Nessuna fonte di energia produce più anidride carbonica e particolati tossici per grammo del carbone, è letteralmente il peggior combustibile da poter utilizzare.

Fortunatamente, l’uso globale del carbone si sta riducendo rapidamente per una serie di ragioni, incluso il fatto che l’energia rinnovabile diventa sempre più economica e presente sul territorio, e che i danni del carbone iniziano ad essere una minaccia oltre che ambientale, anche economica.

Nazioni in via di sviluppo quali l’India ne stanno tuttora facendo un uso massiccio per i costi molto bassi, ma sembra non essere lontano il momento in cui capirà che l’energia pulita è la direzione da percorrere.

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