Un virus dell’herpes è stato riprogrammato per combattere un tumore: un grande passo nelle terapie con i virus oncolitici

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Il principio alla base del trattamento è semplice: alcuni virus preferiscono infettare le cellule tumorali. rispetto a quelle normali.
 
Il fenomeno è noto fin dal 1800: i medici avevano osservato, casualmente, che i pazienti che soffrivano di cancro miglioravano temporaneamente, dopo un’infezione virale.
 
Anche i medici del 1950-60 tentarono di utilizzare virus oncolitici, sulla base di queste conoscenze; a volte i pazienti miglioravano, ma a volte venivano uccisi dal virus.
 
A differenza dei virus selvaggi e fortemente infettivi di un tempo, oggi possiamo usare virus ingegnerizzati.
 
T-VEC è stato modificato in maniera che la sua capacità di causare l’herpes sia fortemente ridotta, e un gene aggiunto dai ricercatori gli permette di produrre una proteina che stimola il sistema immunitario, rendendolo ancora più efficace contro i tumori.
 
Il virus è stato testato a maggio 2015 in 436 pazienti affetti da melanoma, ed è riuscito con successo a ridurre il volume del tumore.
 
La sopravvivenza dei pazienti con melanoma particolarmente esteso è aumentata di 4.4 mesi grazie al trattamento.
 
Un risultato deludente? Forse, visto che si parla della vita di una persona, ma la buona notizia è che il principio della terapia ha funzionato.
 
“Utilizzare i virus oncolitici insieme all’immunoterapia dei tumori potrebbe rivelarsi particolarmente efficace. Questi trattamenti sono all’inizio, e il potenziale è davvero enorme” afferma Stephen Hodi, oncologo al Dana-Farber Cancer Institute di Boston.
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